<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076</id><updated>2011-10-12T23:52:17.279-07:00</updated><category term='news'/><title type='text'>ENRICO CARACCIOLO</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-8683070415315334232</id><published>2011-09-20T13:42:00.000-07:00</published><updated>2011-09-20T14:23:04.024-07:00</updated><title type='text'>Laggiù, dove inizia l'Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-olrxbpzapx8/Tnj9GoZHQaI/AAAAAAAAAC4/NTJMKR-JNiE/s1600/01088-salento.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-olrxbpzapx8/Tnj9GoZHQaI/AAAAAAAAAC4/NTJMKR-JNiE/s320/01088-salento.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654547622527451554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  border-collapse: collapse; font-family:arial, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  border-collapse: collapse; font-family:arial, sans-serif;font-size:13px;"&gt;Sono appena tornato dalla terra che per prima può osservare albe d'Italia. Il Salento è una terra magica da camminare, pedalare, ascoltare, guardare, anche a occhi chiusi. Salento è sinonimo di grandi spazi, grande terra, grande mare, grande cielo. Respiri a pieni polmoni e senti il Mediterraneo dentro. L'anima salentina è quella che viene fuori come nasce la Taranta, qualcosa di più umano dell'uomo, più forte del cuore di una donna; qualcosa che non può rimanere dentro, nasce nella luce dell'est e si smorza in tenui crepuscoli. In mezzo, tra alba e tramonto, in questi giorni un caldo torrido, umido come lo scirocco, avvolgente come l'estate che non vuol finire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Ho incontrato persone che mi hanno aiutato molto, persone che oltre a parlare con la testa parlano col cuore e oltre a essere una fonte informativa importante mi hanno dato una mano a entrare nell'anima del Salento. Tra i vari, oltre a Leo Liviello che mi ha aperto le porte, ricordo Marco Cavalere, archeologo di Lucugnano, competente e appassionato, bravo a raccontarmi e farmi conoscere tanti aspetti e persone del Salento; Annarita, Nicola e Matteo del B&amp;amp;B "Antica Dimora dei Pepe" di Salve: hanno l'ospitalità nel sangue, sanno fare molto bene il loro lavoro sia da un punto di vista professionale che umano; in pratica ho vissuto a casa loro e mi hanno trattato come un fratello. Maurizio Manna, un nome, un uomo, un pezzo di Salento. Ho camminato con lui che meglio di ogni altro mi ha condotto sui sentieri di roccia e sui sentieri dell'anima di questa terra. Maurizio è una carissima persona, che mette passione nel suo essere; oltre ad una piacevole compagnia è stata una sorta di musa ispiratrice in quanto mi ha aiutato a vedere oltre ciò che si vede e mi ha raccontato come si sente il Salento che giustamente non si trova, come amano dire molti, alla fine dell'Italia, ma ne costituisce l'inizio. Il primo sole riscalda Punta Palascia, il Ciolo e Santa Maria di Leuca; il resto d'Italia viene dopo... &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-8683070415315334232?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/8683070415315334232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/09/laggiu-dove-inizia-litalia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/8683070415315334232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/8683070415315334232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/09/laggiu-dove-inizia-litalia.html' title='Laggiù, dove inizia l&apos;Italia'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-olrxbpzapx8/Tnj9GoZHQaI/AAAAAAAAAC4/NTJMKR-JNiE/s72-c/01088-salento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-4304360342655847219</id><published>2011-09-14T11:27:00.000-07:00</published><updated>2011-10-12T23:52:17.304-07:00</updated><title type='text'>Ciao Walter</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-gFwCSsiwUvk/TpaKna2AFRI/AAAAAAAAADM/1mr26r82iwU/s1600/montebianco.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-gFwCSsiwUvk/TpaKna2AFRI/AAAAAAAAADM/1mr26r82iwU/s200/montebianco.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662865991290328338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è morto Walter Bonatti. Era, forse il 1969, in Val Ferret. Avevo 5 anni e incontro un signore forte con i capelli brizzolati. "Lui è uno scalatore forte e bravo" mi dice mia madre, "si chiama Walter Bonatti". Si presenta con poche parole, ferme e gentili. Mi prende in braccio. Mi sembra ieri. Mi solleva, guardo il suo volto sorridente, sento le sue mani forti che mi prendono mentre la catena del Bianco scorre alle sue spalle. I suoi occhi, il suo sorriso, le sue mani forti, il Monte Bianco. "Domani mattina vieni con me? Si parte alle 5, dunque tu dovrai svegliarti alle 4". Rispondo convinto: "Ci sarò". Molto di più di una promessa, la certezza di esserci. La mattina successiva mi sveglio come sempre verso le 8. Chiamo mia madre: "Perché non mi hai svegliato?!? Dovevo andare sul Monte Bianco con Bonatti..." La delusione è stata sconfinata. Ho capito che a volte gli adulti dicono bugie grandi, più grandi di quelle dei bambini.&lt;div&gt;Quel volo tra le sue braccia è stata la mia iniziazione all'amore per i viaggi. In quegli anni lui stava abbandonando i sogni verticali per dedicarsi ai sogni orizzontali. Basta Alpi e guglie di roccia per camminare nei grandi spazi e raccontare ai lettori di Epoca i suoi viaggi in Amazzonia o in Patagonia. Quel volo verso il cielo è rimasto un momento forte della mia vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho incontrato ancora Walter Bonatti, forse una decina di anni fa. Gli ho raccontato tutto, del nostro incontro in Val Ferret. Mi ha guardato con i suoi occhi svegli e brillanti, ma soprattutto mi ha preso le mani e me le ha strette forte. "Questa volta non posso prenderti in braccio... e ti stringo le mani". E' stata una stretta forte, rocciosa, decisa, affettuosa. I suoi capelli bianchi come le nevi della montagna dei miei sogni dove non sono mai andato (soffro di vertigini...). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi Walter ha lasciato la terra delle sue scalate e dei suoi viaggi. Buon volo Walter.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-4304360342655847219?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/4304360342655847219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/09/ciao-walter.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/4304360342655847219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/4304360342655847219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/09/ciao-walter.html' title='Ciao Walter'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-gFwCSsiwUvk/TpaKna2AFRI/AAAAAAAAADM/1mr26r82iwU/s72-c/montebianco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-407354854728729220</id><published>2011-03-07T13:29:00.000-08:00</published><updated>2011-03-07T13:54:48.050-08:00</updated><title type='text'>Città ciclabili d'inverno</title><content type='html'>Ecco cosa avviene a Copenaghen in pieno inverno... Mi vengono in mente i genitori nostrani che si accalcano con automobili, ombrelli e ansie da raffreddore agli ingressi/uscite delle scuole.&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-89407afa89f37919" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v7.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3D89407afa89f37919%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330348263%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1910CCDB6CA1BCC0EBFA6BD9110707F794A24723.1D04558197A40B3C992B046E404BAF3E5866B9FF%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D89407afa89f37919%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DLgT1jcLOekIa-Ic5Pq5KgzB_TgM&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v7.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3D89407afa89f37919%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330348263%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1910CCDB6CA1BCC0EBFA6BD9110707F794A24723.1D04558197A40B3C992B046E404BAF3E5866B9FF%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D89407afa89f37919%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DLgT1jcLOekIa-Ic5Pq5KgzB_TgM&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-407354854728729220?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/407354854728729220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/03/citta-ciclabili-dinverno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/407354854728729220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/407354854728729220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/03/citta-ciclabili-dinverno.html' title='Città ciclabili d&apos;inverno'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-9061551132059780932</id><published>2011-03-02T01:59:00.000-08:00</published><updated>2011-03-03T02:02:45.010-08:00</updated><title type='text'>Elogio della bicicletta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-weJ8IbJt6Yc/TW4Y1DsoIgI/AAAAAAAAACQ/-_8VGwH0OhY/s1600/bici-parma.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 169px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-weJ8IbJt6Yc/TW4Y1DsoIgI/AAAAAAAAACQ/-_8VGwH0OhY/s320/bici-parma.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579424288163242498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;Profondi e rapidi cambiamenti hanno segnato il nostro modus vivendi negli ultimi anni. Siamo cittadini di un mondo tecnologico in cui il progresso e le trasformazioni immaginate dopo il secondo conflitto mondiale hanno un volto diverso. L’emozione di vedere l’uomo slla Luna faceva pensare a un futuro planetario: l’uomo su Marte, poi chissàdove... In realtà a circa mezzo secolo di distanza non solo si avanzano dubbi sul fatto che l’uomo abbia lasciato impronte reali sul suol lunare, ma nessuno è mai tornato a curiosare cosa ci fosse sulla Luna.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;Qualcuno, forse considerato un po’ visionario, aveva la giusta percezione delle cose. Ad esempio George Orwell in “1984” immaginava un Grande Fratello e un radicale cambiamento di una parte di mondo per quanto riguarda un possibile controllo di menti ed esseri sociali. Il grande cambiamento è in pieno svolgimento e, senza approfondire più di tanto, tutti siamo più o meno consapevoli che il concetto di virtuale sta cambiando il modo di relazionarsi tra uomini e donne, giovani e vecchi. Grazie alla tecnologia gli stessi concetti di uomini e donne, giovani e vecchi sono in trasformazione. Oggi è possibile cambiare sesso e si pssonono feteggiare i 70 anni senza rughe ostentando una giovinezza comunque smarrita. In buona sostanza siamo in grado di intervenire concretamente, grazie alla tecnologia, sui meccanismi di madre natura. Le battaglie ideologiche sono molto meno efficaci di una profonda riflessione individuale. Non ha senso disquisire se tutto questo è giusto o sbagliato, discutere contrapponendosi e senza ascoltarsi come avviene nei piacevolissimi talk show televisivi. Forse sarebbe meglio non perdere il contatto con i nostri sentimenti. &lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;Qualcuno dirà: e cosa c’entra tutto questo con la bicicletta? C’entra perchè la bici è un strumento che vive e si trasforma con l’uomo ed è capace di raccontare i sentimenti. Esiste la bicicletta tecnologica in fibra di carbonio e il ciclsta tecnologico che riesce a vivere col 4% di grasso corpreo e volendo, con la chimica, può anche truccare il motore. La tecnologia in questo caso ha privato uomini e bici di sentimenti. Le gare di oggi sono molto meno interessanti di quelle di 20 o 40 anni fa. Il coinvolgimento e la fusione emotiva tra appassionati e corridori non esiste più. Mi fa tristezza pensare a ragazzini che invece di scorrazzare in bicicletta intorno casa trasformando magari squallide periferie nel campo di gioco più bello del mondo trascorrono ore, passivamente, con la mente anestetizzata e il corpo privato di ogni stimolo, davanti a giochi eletronici trasformando la casa e la relazione umana in un “non luogo”. &lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;Come cantava Giorgio Gaber nel suo “Se ci fosse un uomo”, siamo alla ricerca di un umanesimo nuovo e in questa ricerca anche la bici ha un ruolo. Basti pensare all’attenzione che antropologi, filosofi e urbanisti prestano alla bici, mezzo straordinario che ti permette di volare sulla terra trovando il giusto equilibrio tra la propria forza e la forza di gravità: il corpo vola basso e le ruote non perdono  contatto con la terra. Vincere la forza di gravità è un sogno che accompagna l’uomo perché, come scrive Marc Augé nel suo piccolo capoavoro &lt;i&gt;Il bello della bicicletta&lt;/i&gt;, “rende visibile e risveglia il desiderio di sfuggire alle pesantezze del quotidiano. Non c’è dubbio che, con l’uso della bicicletta, gli esseri umani riescano a soddisfare un po’ di questo desiderio di fluidità, di leggerezza, direi quasi di liquidità. E' un desiderio espresso anche nelle parole impiegate per parlare delle nuove tecnologie (es. navigare su internet). “I fiumi sono strade che camminano scriveva Pascal... Senza nessun altro aiuto oltre alla forza frammentata del corpo, la bicicletta permette di realizzare l’idea della mobilità facile. Il sogno del ciclista è quello di identificarsi, sulla terra, con il pesce nell’acqua o con l’uccello nel cielo, anche se deve comunque confrontarsi con i limiti dello spazio. Il merito del ciclismo, contrariamente a quest’illusione fin troppo seducente, è infatti proprio quello di imporci una percezione più acuta dello spazio e del tempo.... Il miracolo della bicicletta è che funziona in maniera dolce, garbato richiamo all’ordine biologico delle cose, così come impone a tutti quelli che la praticano un minimo di controllo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;Le tentazioni alla passività, che molti individui subiscono nella relazione con i vari mezzi di comunicazione, svaniscono non appena si mettono in sella; diventano responsabili di loro stessi e ne sono subito consapevoli.”. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;In buona sostanza la bicicletta è uno strumento in grado di restituirci il senso del reale. Dalla bicicletta, continua Aùgé, “Il mondo esterno si impone concretamente nelle sue dimensioni fisiche. Ci resiste e ci obbliga ad uno sforzo di volontà ma, allo stesso tempo, si offre a noi come spazio di libertà intima e di iniziativa personale, come spazio &lt;i&gt;poetico&lt;/i&gt;, nel pieno e primo senso del termine. I bambini, più degli adulti, sono naturalmente filosofi e si fanno continuamente domande. Non sono ancora &lt;i&gt;abituati&lt;/i&gt;, e lo spettacolo delle cose inerti li sorprende tanto quanto quello delle diverse forme di vita. Allo stesso tempo si comportano come i poeti; giocano, inventano delle storie, e, a differenza degli adolescenti, che rischiano sempre di scontrarsi con i sogni diurni e di sfiorare la nevrosi, come ci ricorda Freud nel suo intervento &lt;i&gt;Il poeta e la fantasia&lt;/i&gt;, i bambini sanno distinguere tra le cose, e tra il mondo ludico e la realtà. L’uso della bicicletta per un verso ci ridà lo spirito del fanciullo e per un altro, insieme al senso del reale, ci restituisce la capacità di giocare. Si lega così ad una forma di richiamo (nel senso del “richiamo” per vaccini) ma anche di formazione continua nello scoprire la libertà, di una grande lucidità e forse anche di qualcosa che potrebbe rassomigliare alla felicità.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;Il solo fatto che l’uso della bicicletta offra una dimensione concreta al sogno di un mondo utopico in cui la gioia di vivere sia finalmente prioritaria ci dà una ragione per sperare: sogno e ritorno al reale coincidono. Pedalare può ispirare un senso di piccolo, nuovo umanesimo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana"&gt;Il mio amico Andy quando deve parlare di cose importanti sostiene che il luogo ideale è la bicicletta. Dice che non esiste ufficio migliore se si deve parlare di lavoro, lettino o divano più comodo se si deve parlare con lo psicanalista, luogo romantico se si deve dire “ti amo” alla propria dolce metà. Che differenza tra una chat e una chiacchierata pedalando...&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-9061551132059780932?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/9061551132059780932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/03/elogio-della-bicicletta.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/9061551132059780932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/9061551132059780932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/03/elogio-della-bicicletta.html' title='Elogio della bicicletta'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-weJ8IbJt6Yc/TW4Y1DsoIgI/AAAAAAAAACQ/-_8VGwH0OhY/s72-c/bici-parma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-7296311172511327080</id><published>2011-02-24T17:45:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T09:41:31.870-08:00</updated><title type='text'>Convegno sul Turismo a Piombino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-nIKHF8jEma0/TWaHg3qnrkI/AAAAAAAAACI/uE5qG84Q0L0/s1600/foto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-nIKHF8jEma0/TWaHg3qnrkI/AAAAAAAAACI/uE5qG84Q0L0/s320/foto.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577294187313212994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ieri, mercoledì 23 febbraio, Lega Ambiente ha organizzato un interessante convegno su turismo e territorio, con particolare riferimento alla costa toscana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;“Quale turismo per la costa toscana? Criticità, potenzialità, proposte. Incontro a Piombino”.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; Questo il tema dell’incontro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Sono intervenuti amministratori pubblici, tecnici, operatori turistici, gente comune. Il dato che tutti, con parole e idee proprie, hanno cercato di far emergere è la necessità di un nuovo modello di sviluppo del turismo e del territorio. La parola d’ordine è “qualità” ma nessuno spiega cosa sia concretamente. L’altra parola molto usata è “sostenibilità” ma in pochi spiegano chiaramente cosa significhi. Incisivo a tal proposito l’intervento di Angelo Gentili, Responsabile Nazionale di Festambiente che in massima sintesi sottolinea l’importanza di regole certe uguali per tutti nella gestione del territorio tenendo in considerazione che le risorse naturali non sono inesauribili e che fermare il consumo del territorio è un passo indispensabile e imprescindibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Le criticità sono molte e il famoso modello di sviluppo deve ancora essere elaborato ma questi incontri rappresentano momenti di riflessione condivisi e un’ottima opportunità per amministratori pubblici, non tanto perché hanno la possibilità di far conoscere il loro pensiero, quanto la possibilità di ascoltare le istanze e le considerazioni di chi vive e lavora sul territorio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Alcune considerazioni sul tema:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ol style="margin-top:0cm" start="1" type="1"&gt;  &lt;li class="MsoNormal"  style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Manca completamente una progettualità in      tal senso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. Mancano      drammaticamente idee, manca la cultura del turismo intesa come ospitalità,      è sempre crescente quella del turismo principalmente come business. Scarsissimo l'interesse e i progetti sui servizi e sulle professionalità da sviluppare sul territorio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"  style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;C’è ancora chi invoca “marchi di qualità”      per emanciparsi dall’omolgazione del prodotto turistico.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; Trovo questa considerazione “preistorica” e      terribilmente contraddittoria: il marchio è un simbolo della cultura      dell’omologazione. Chi mi garantisce la qualità? Il marchio? Meglio      lasciar perdere… La qualità me la garantiscono le persone, o meglio “la      persona”, non per il suo curriculum ma per le sue scelte e il suo modus      vivendi. La persona può essere politico, operatore turistico, turista,      agricoltore e non è certo l’appartenenza a questo o quel partito o      associazione, o ancora “marchio” che mi garantisce qualità, ma appunto la      sua sensibilità nel relazionarsi all’ambiente, al territorio, alle      persone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"  style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L’architetto Massimo Zucconi parla di      “identità” di un territorio indicando giustamente in questo elemento la      forza trainante di qualsiasi progetto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. Identità è avere la consapevolezza che un bene come il      territorio non può assolutamente essere condizionata dalle esigenze di      potenziali investitori che “indorano” operazioni finanziare speculative      con sermoni sulla valorizzazione del territorio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"  style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Un’altra parola amatissima negli ultimi      anni è “destagionalizzazione”.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;      Idea meravigliosa in teoria, poco apprezzata nella pratica. Paolo Pacini,      assessore provinciale all’Agricoltura e al Turismo fa riflettere sulla      riduzione della stagione turistica di punta da un mese-40 giorni di      qualche lustro fa alle due settimane – 10 giorni (centrali di agosto) di      ora. Il dottor Giovanni D’Agliano, dati alla mano, rileva un incremento di      presenze sul nostro territorio nell’arco dell’anno. Indice questo che      sottolinea come, seppur lentamente, un processo di destagionalizzazione è      in corso. Benvenuto! Rammaricarsi del calo di presenze nel mese di agosto      non ha molto senso. Per il territorio è un gran bene e, tra gli operatori,      chi non riesce a lavorare nel periodo di massima affluenza evidenzia      sicuramente qualche deficienza strutturale della propria attività.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"  style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Ultima considerazione di carattere generale. &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L’Amministrazione      della Regione Toscana ha stabilito di abolire le APT concentrando la      promozione del turismo in un unico ente: Toscana Promozione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. Tutto questo per mancanza o      razionalizzazione delle risorse economiche. La Toscana è una delle poche      regioni italiane dove le APT hanno avviato progetti turistici legati al      territorio e slegati dagli interessi di grandi aziende private. Sebbene      lentamente si è capito l’importanza di settorializzare il turismo in base      ai diversi interessi dei visitatori e così sono nati progetti relativi      alle attività di scoperta del territorio come cicloturismo, trekking e      turismo equestre. Sono state valorizzate aree di interesse naturalistico e      avviati progetti che avvicinassero i produttori al mondo      dell’enogastronomia. Certamente tante cose potevano essere migliorate ma      molti progetti avviati hanno avuto una buona ricaduta sul territorio. Ora,      di colpo, tutti quei progetti sono destinati a rimanere nell’oblio, le      risorse investite smetteranno di produrre effetti e sul futuro della      pianificazione del territorio nulla si sa, salvo un progetto di sviluppo      della Via Francigena. Rinunciare ad investire sul turismo in una regione      come la Toscana è un po’ come se i paesi arabi rinunciassero al petrolio.      Amen.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ol&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;In base alla mia esperienza (vivo in Costa degli Etruschi) di residente e professionale, “fotografo” alcuni momenti che rivelano lo stato delle cose sul nostro territorio:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:36.0pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Gli unici progetti di cui sento parlare sono alberghi a 5 stelle, turismo di lusso e faraonici progetti che prometterebbero crescita e sviluppo. Ne devo ancora vedere uno realizzato. Il Tombolo, ad esempio, albergo che si trova a Marina di Castagneto Carducci era un progetto “sicuro” che garantiva grandi ricadute sul territorio. Mi risulta abbia cambiato già 5 o 6 volte direzione e non mi sembra sia un’attività che vada a gonfie vele. Ne ignoro i motivi ma uno è lampante: si tratta di una struttura a 5 stelle inserita in un contesto “popolare” come quello di Marina di Castagneto. Ho parlato con molti clienti della struttura che mi hanno evidenziato questa anomalia. Mi risulta anche che c’era un accordo in base al quale chi realizzava la struttura avrebbe dovuto “rifare” l’arredo urbano del Viale Italia. Al momento, oltre alla scomparsa del cartello in cui veniva illustrato questo impegno – accordo tra imprenditori e amministrazione locale, non si è mossa foglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:36.0pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Sempre per rimanere nel concreto a Marina di Castagneto stanno venendo su 420 nuovi appartamenti, cioè seconde case che già negli anni ’80 costituivano una pratica vecchia e dannosa per il territorio. Siamo nel 2011 e ne stanno nascendo ancora! Tutti d’accordo nel ritenere che si tratta di una “schifezza” a cielo aperto, nessuno, ma proprio nessuno, che si possa individuare come responsabile di questo capolavoro. Nessuno. Ma forse c'è...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:36.0pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Nel territorio in cui vivo l’unico progetto esistente è quello previsto dall’investimento di Fratini, grande imprenditore che ha presentato chiaramente quali sono le proprie idee di sviluppo. Sul territorio si è generato un dibattito che al momento presenta più ombre che certezze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:36.0pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Tramite il sindaco del mio Comune ho avuto la possibilità di offrire un servizio a tutti i comuni della Bassa Val di Cecina. Sinteticamente un servizio di informazioni sugli eventi del territorio aggiornato quotidianamente e aperto alla collaborazione diretta. L’organo informativo presentato è www.linkarte.it, presente su territorio nazionale. In considerazione del fatto che tutti i siti web dei comuni presentano evidenti inefficienze in questo ambito ho pensato di fare cosa gradita anche perché, grazie alla disponibilità del direttore di Linkarte, il servizio sarebbe stato e sarebbe tutt’ora totalmente gratuito. Risultato? Il disinteresse più totale. I motivi? A essere buoni non ne trovo uno, a essere cattivo ne trovo tantissimi ma preferisco tenerli per me.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;CONCLUSIONI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;BENVENUTI NEL DESERTO DELLE IDEE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;In sintonia con quanto emerso da alcuni interessanti interventi nel convegno la conclusione è meno scontata del previsto. &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Per chi ha a cuore le sorti del territorio in maniera disinteressata e consapevole è arrivato il momento di non avere più come interlocutori gli amministratori pubblici che appaiono drammaticamente senza idee sensibili unicamente alle proposte dei grandi imprenditori.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; Che soprattutto navigano a vista, a parole raccontano cose di scarsissimo interesse e nei fatti approvano strumenti urbanistici che non hanno nessun riferimento alla gestione consapevole di questo territorio. Mancano idee, mancano drammaticamente idee. E quando queste idee arrivano dall’esterno vengono sistematicamente ignorate. Amministratori intelligenti ma soprattutto consapevoli e armati di un profondo senso di responsabilità hanno avviato buone pratiche di amministrazione. Sono pochi, una specie rara, ma esistono. Quando sono venuti qui non hanno avuto neanche il piacere di essere accolti dai locali amministratori che invece avevano l’opportunità, senon’altro di ascoltare qualcosa di molto interessante e probabilmente realizzabile (vedi http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/07/news-in-pillole.html). L’unica risorsa possibile sembrano gli oneri di urbanizzazione che significano irreversibile consumo di territorio. Gli unici progetti degni di interesse sono quelli dei grandi imprenditori che - purtroppo non lo dico io ma i fatti - nella maggioranza dei casi non hanno alcun interesse nella gestione del territorio. E’ semplicemente pazzesco che gli amministratori pubblici “sposino” progetti imprenditoriali diventando immediatamente “contraenti deboli”. E’ semplicemente pazzesco che un imprenditore di alto livello condizioni le politiche territoriali. E’ semplicemente fuori luogo che un imprenditore conduca trattative con amministratori pubblici in luoghi non pubblici. E’ di poco gusto ma emblematico che un grande imprenditore inviti un amministratore pubblico a pranzo per “socializzare” o parlare di affari, magari in un ristorante a 5 stelle: forse sarebbe meglio che un amministratore pubblico inviti l’imprenditore in trattoria e comunichi chiaramente ai propri amministrati quali sono le intenzioni reali e la progettualità del territorio. Gli strumenti urbanistici predisposti per i prossimi anni di questo territorio sono quantomeno inadeguati e poco chiari. Un piano strutturale è cosa complessa ma l’obiettivo finale è quello di stabilire chiaramente cosa si può fare e cosa non si può, indicare le scelte operate da un'amministrazione nella gestione del territorio. Semplicemente, senza bisogno di particolari interpretazioni. Già perché quando si ricorre all’interpretazione si aprono voragini nel rapporto con i cittadini. I motivi son fin troppo scontati per essere spiegati. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Purtroppo questa è la situazione. Le case che stanno costruendo a Marina di Castagneto non sono un’opinione ma un fatto concreto. I progetti su Baratti e Rimigliano sono qualcosa di concretamente grave. Ed è sintomatico che per frenare qualcosa di assolutamente improponibile devono nascere comitati spontanei di cittadini che impiegano il loro tempo libero per fare un’opera di sensibilizzazione che sarebbe istituzionalmente un dovere per chi amministra oltre che vivere il territorio. Sono i cittadini a spendere tempo (tanto) prezioso per documentarsi, conoscere, approfondire cose sapientemente e non casualmente ignorate da chi ha responsabilità istituzionali, importanti e fondamentali in una democrazia. Una democrazia dove purtroppo questi cittadini che amano la loro terra non si sentono rappresentati. Dove non sono rappresentati. Questo accade nel Deserto delle Idee. &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:black;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-7296311172511327080?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/7296311172511327080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/02/convegno-sul-turismo-piombino-ieri.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/7296311172511327080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/7296311172511327080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2011/02/convegno-sul-turismo-piombino-ieri.html' title='Convegno sul Turismo a Piombino'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-nIKHF8jEma0/TWaHg3qnrkI/AAAAAAAAACI/uE5qG84Q0L0/s72-c/foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-7670104606717389940</id><published>2010-11-14T14:48:00.000-08:00</published><updated>2010-11-14T15:09:44.208-08:00</updated><title type='text'>Furbizia tricolore</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Le vicende politiche e istituzionali del nostro Paese ci regalano un teatrino sempre più deprimente. Storie e storielle. Un paese intero che si ritrova a disquisire tra plastici e pettegolezzi. Dei problemi veri, contingenti, urgenti non se ne parla. Meglio approfondire e cercare di capire chi è Ruby, la sua storia e se ha avuto storie di sesso col nostro Presidente del Consiglio. Dal bar al circolo, dai luoghi di lavoro ai campi sportivi tutti, prima o poi, si trovano a dire la propria su B. Qualcuno pensa che è stato capace di cambiare l'Italia, in tanti lo indicano come il colpevole ma, a mio avviso, il&lt;/span&gt; punto non verte sulle presunte colpe del vecchio. Lui ha usato la sua intelligenza per cavalcare i valori che nessuno confessa ma che molti applicano nella loro vita, dalla f&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; "&gt;amiglia al mondo del lavoro. Nella nostra cultura uno dei grandi problemi è che qualsiasi cosa accada, qualsiasi problematica venga affrontata, la prima domanda è: “Di chi è la colpa?”. E chi se ne frega di chi è la colpa. Il punto non è quello. La colpa serve per definire un “senso di” e per aprire sterili quanto inutili dibattiti che tanto appassionano la morbosa curiosità e irrefrenabile istanza di giudizio di cose altrui. Diverso sarebbe chiedersi di chi è la “responsabilità”, termine a noi quasi sconosciuto, a partire dall’educazione dei figli che in età matura hanno sempre una mamma che li protegge. La responsabilità a differenza della colpa richiede che qualcuno risponda delle proprie azioni in prima persona a differenza della colpa che richiede un’espiazione. Ecco perché la responsabilità risulta assai indigesta. Perché semplicemente non ammette, a differenza della colpa, giustificazioni, scappatoie e recite teatrali. Purtroppo i responsabili della cosa pubblica e tanti liberi e privati cittadini sono attori e abbracciano con tutto il cuore un valore che solo nel nostro Paese è largamente condiviso: la furbizia. Non solo nel gioco e nello scherzo ma nell’impalcatura delle responsabilità istituzionali. Fregare qualcuno non è giusto né bello, ma se questo viene fatto con furbizia la disapprovazione formale viene accompagnata da un sorriso che plaude e al gesto e all'abilità del furbo. E' un concetto semplice profondamente radicato nei nostri usi e costumi. Il nostro presidente del consiglio e tantissime figure che rivestono ruoli importanti nelle nostre istituzioni incarnano alla perfezione questo modo di essere. Purtroppo è uno dei tratti caratterizzanti l'italianità che tanto fa sorridere chi non vive in Italia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-7670104606717389940?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/7670104606717389940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/11/furbizia-tricolore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/7670104606717389940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/7670104606717389940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/11/furbizia-tricolore.html' title='Furbizia tricolore'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-6376298180175143793</id><published>2010-10-28T07:34:00.000-07:00</published><updated>2010-11-01T15:21:44.933-07:00</updated><title type='text'>Radicondoli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TM2lMiDTLDI/AAAAAAAAABU/g8y47t-GbAk/s1600/00722-radicondoli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 125px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TM2lMiDTLDI/AAAAAAAAABU/g8y47t-GbAk/s320/00722-radicondoli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534261151825865778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TM2jd69Q7CI/AAAAAAAAABE/FbLHu-gmxC8/s1600/00722-radicondoli.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ero stato tante volte a Radicondoli. O meglio, ero passato tante volte, sempre in bici sulla bellissima rotta Castagneto Carducci - Siena: 107 km di Toscana pura.&lt;div&gt;Questa volta ci sono andato per un articolo per Itinerari e Luoghi. Luogo imperdibile per chi vuole conoscere la Toscana più autentica. Il tema è la "lontananza". Il primo distributore di benzina è a 12 km. Per andare dal ferramenta o dal meccanico bisogna arrivare a Colle Val d'Elsa (25 km). E questa lontananza ha segnato, nel bene e nel male, il volto di Radicondoli. Talvolta impegnativa per chi ci vive, bellissima per chi la scopre in viaggio. E' una terra calda che sbuffa vapori e si nutre di energia geotermica. Il calore della terra riscalda le serre dove si produce basilico in quantità industriale. A Radicondoli la colazione si fa al circolo ACLI e al Caffè Nazionale, la pizza si mangia alla Pergola. Per dormire in agriturismo La Fonte di Mauro e Emanuela è un'azienda familiare e accogliente  (ottimo l'olio). Oppure si può andare da Giovanni e Giovanna al Podere Paugnano dove, insieme a 350 pecore, producono un leggendario pecorino. Per chi ama la pace, la tranquillità e una vista "totale" sui colli toscani, Il Bel Canto di Alessandra e Horst è un angolo di paradiso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per mangiare bene e spendere poco, il luogo comune più diffuso quanto raro, si va da Bernardino in località La Fornace. Non c'è neanche l'indicazione del ristorante ma nessuno rimane deluso. Gli amanti dell'arte luminosa scopriranno Ammos, il laboratorio di  Ale e Viviana dove nascono splendide lampade.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Buon viaggio a Radicondoli, nel cuore della Toscana vera, dove non &lt;/div&gt;&lt;div&gt;si vendono souvenir e "prodotti tipici".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-6376298180175143793?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/6376298180175143793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/10/radicondoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/6376298180175143793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/6376298180175143793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/10/radicondoli.html' title='Radicondoli'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TM2lMiDTLDI/AAAAAAAAABU/g8y47t-GbAk/s72-c/00722-radicondoli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-771715194692557277</id><published>2010-10-03T14:30:00.000-07:00</published><updated>2010-10-03T14:53:41.203-07:00</updated><title type='text'>Ciclomundi a Siena</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TKj6HP2kfZI/AAAAAAAAAA0/9O2Zn8DalCk/s1600/ciclomundi2010.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TKj6HP2kfZI/AAAAAAAAAA0/9O2Zn8DalCk/s320/ciclomundi2010.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523939945391357330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Dal 24 al 26 settembre Siena ha ospitato Ciclomundi, il Festival dei viaggiatori a pedali, forse l'unica manifestazione in cui la bicicletta diventa un fenomeno culturale. Ciclomundi è l'incontro di tante strade personali, un momento di forte condivisione che offre straordinari spunti di riflessione. Come racconta Anna Betti, assessore provinciale al turismo, "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 21px; "&gt;&lt;span style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Abbiamo assistito ad una città invasa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; da un popolo colorito e sorridente di viaggiatori a due ruote provenienti da tutta Italia che hanno partecipato a dibattiti, tavole rotonde, spettacoli, escursioni a pedali e tanto altro ancora. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Ciclomundi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;a Siena ha portato il profumo di terre lontane conquistate con lentezza e fatica da grandi ciclonauti come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Claude Marthaler&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;, lo svizzero che vanta al suo attivo due giri del mondo in bicicletta, o come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Luis Marquina&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;, lo spagnolo fondatore del Festival gemello&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; “El mundo en bicicleta”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; di Burgos; ha fatto conoscere a migliaia di cicloturisti italiani le Terre di Siena, un paesaggio unico che regala mille possibilità per le due ruote; ha permesso di far incontrare la domanda e l’offerta del turismo in bicicletta grazie a tavole rotonde che hanno visto partecipare enti del turismo, tour operator e esperti a livello internazionale; ha fatto riflettere con dibattiti come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;“La bicicletta in tempo di crisi” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;che ha visto l’economista &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Tito Boeri &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;dialogare con &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Chris Carlsson&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; da San Francisco, guru del movimento internazionale Critical Mass, sul ruolo della bici per salvare l’economia, o sul valore della lentezza trasmesso dai camminatori-scrittori&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; Enrico Brizzi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Wu Ming 2&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;; ha fatto sorridere ed emozionare con il racconto, dalla voce nostalgica e vibrante di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; Bruno Pizzul&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;, di aneddoti mirabolanti e curiosi del ciclismo eroico insieme agli aneddoti raccontati da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Marco Pastonesi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;; ha divertito e appassionato con spettacoli di qualità come il reading di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Giuseppe Cederna &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;con le musiche dal vivo dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Têtes de Bois&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; ispirato a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; “La mia prima bicicletta”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;, o come l’incontro di apertura dedicato ai primi pionieri a pedali dell’Ottocento; ha fatto incontrare viaggiatori a pedali che si sono scambiati consigli, suggestioni, idee per partenze future; ha consentito a una folla numerosa e interessata di conoscere realtà, associazioni, agenzie viaggi, riviste e aziende che operano nel settore del turismo a pedali in Europa grazie a un’area espositiva articolata".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-771715194692557277?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/771715194692557277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/10/ciclomundi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/771715194692557277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/771715194692557277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/10/ciclomundi.html' title='Ciclomundi a Siena'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TKj6HP2kfZI/AAAAAAAAAA0/9O2Zn8DalCk/s72-c/ciclomundi2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-7810298269390432593</id><published>2010-08-03T01:20:00.000-07:00</published><updated>2010-08-03T09:13:54.310-07:00</updated><title type='text'>Le Frecce e il Tricolore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TFgkTFgP_XI/AAAAAAAAAAk/dADdtb7GnTE/s1600/0168-luglio2010.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TFgkTFgP_XI/AAAAAAAAAAk/dADdtb7GnTE/s320/0168-luglio2010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5501186855146618226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 24 luglio il lungomare di Castagneto Carducci era affollatissimo. Tutti - tranne pochi - a piedi e in bici per assistere allo spettacolo delle Frecce Tricolori. Evoluzioni e acrobazie nello spazio di un cielo infuocato d'estate. Nasi all'insù e occhi rapiti dalla magia del volo. La spiaggia diventa palcoscenico naturale di un evento che per un paio d'ore ha il potere di monopolizzare l'attenzione, un po' come accade allo stadio quando decine di migliaia di persone seguono le traiettorie di un pallone preso a calci. Giocare con aerei nel cielo non è proprio come giocare a scopone scientifico e l'abilità dei piloti emoziona e catalizza gli sguardi. Su questo non ci sono dubbi.&lt;br /&gt;Quello che avviene in cielo racconta qualcosa di straordinario. Se lo sguardo si abbassa sotto la linea dell'orizzonte osserva cià che accade in terra. Corpi sudati e appesantiti sono l'esatta antitesi del volo. Raccontano la staticità di un popolo videodipendente che scopre il movimento solo in palestra. Tra tanti corpi invasi dall'adipe spiccano di tanto in tanto corpi costruiti in palestra, curati, usati per apparire. Corpi normali pochi. Già perché la normalità intesa come equilibrio, come sobrietà, come essere senza ostentare e apparire è un bene raro. Macchinette digitali e teleobiettivi trasformano in pixel le frecce tricolori. Alberto, dodici anni, aspetta il momento giusto perchè fotografa con una reflex analogica, dunque con pellicola (36 foto a rullino, non centinaia di scatti su un supporto digitale). Un nostalgico ultraquarantenne si fa spazio tra la folla con bandana e pantaloni mimetici, quelli che forse indossa quando gioca alla guerra con gli amici.&lt;br /&gt;Alessandro, con me sulla spiaggia, dice che l'umanità, questa umanità, è diversa da poco tempo fa. Questo sarebbe l'anno di un gran cambiamento, sicuramente irreversibile. Forse ha ragione.&lt;br /&gt;Questo percepisco sulla spiaggia attraverso lo sguardo.&lt;br /&gt;L'udito regala qualcosa di indigesto. Una voce, con l'aiuto di altoparlanti da sagra della frittella, si fa spazio tra risacca, voci, urla e rombi d'aereo. Cerca di illustrare i numeri della pattuglia acrobatica. Indica i momenti adatti per scattare foto ricordo. Poi lascia spazio alle note dell'inno di Mameli e poi quelle di "Apocalisse Mò" (Apocalipse Now, ndr). E in quel momento l'emozione sale, sventolano i tricolori e i fazzoletti. Qualcuno si commuove. Per davvero.&lt;br /&gt;E' in questo preciso momento che vedo la forza delle masse e la vulnerabilità dell'individuo. La massa, mano sul petto e groppo in gola è l'Italia, si sente italiana, si respira incenso patriottico. Gli individui sono quelli che dopo essersi commossi davanti alle frecce e al tricolore, tornano ad abbracciare i valori di una grigia quotidianità i cui simboli, le cui facce sono noti a tutti noi. Davanti al tricolore parte l'applauso generale. Contemporaneamente Alessandro si domanda: "Quanti di questi che applaudono pagheranno le tasse?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre la pattuglia fa i suoi numeri guardo gli aerei e penso che non sono costruiti per fare spettacoli ma per fare la guerra. Sono costruiti per uccidere. Sono la spettacolarizzazione della cosa più orrenda che sa fare l'uomo. Ma strappano applausi, evocano miti eroici tanto grandi quanto piccolo è il "superuomo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno a casa vede la massa tornare a piedi e in bicicletta perché, per un pomeriggio, Marina di Castagneto ha vissuto il sogno della pedonalizzazione. Fantastico: bambini, famiglie e villeggianti tutti a spasso. Tranne il nostro sindaco e le autorità che, in occasione di grandi e meno grandi eventi, utilizzano eleganti auto blu. Il sogno, come tutti d'altra parte, è breve. Ben presto il flusso delle auto invade le strade scontrandosi con tempi, spazi e movimenti di chi va a piedi e in bicicletta. Convivenza impossibile. Ne fa le spese un signore a piedi scalzi che si vede schiacciare il piede dalla ruota di un automobilista insofferente. Totò, con garbo avrebbe apostrofato il malcapitato "scalzo" accusandolo di avere messo il piede sotto la ruota. Ma il principe Antonio de Curtis non c'era e allora... Urla e bestemmie.&lt;br /&gt;Andrea con moglie e bimbi pedala verso Donoratico. Tutta la famiglia è equipaggiata con casco. Mi avvicino e sottovoce gli dico: "Occhio, siete (siamo) fra i pochissimi a indossare il casco, una rarità... ci faranno la multa?".&lt;br /&gt;Pedalo lentamente nel flusso infastidito da automobili e SUV che "chiedono" spazio e penso a tutte quelle persone che hanno paura di chiudere i centri abitati alle auto. O che forse divulgano la paura delle "inutili pedonalizzazioni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un certo punto è un'ambulanza a chiedere insistentemente strada. Passa con difficoltà aprendosi un varco nella folla. Immediatamente, con prontezza, prima una, poi due auto si accodano all'ambulanza sfruttando la scia dell'emergenza per andare più forte degli altri. Al volante gli stessi che pochi minuti prima si commuovevano all'inno di Mameli e applaudivano al tricolore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-7810298269390432593?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/7810298269390432593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/08/le-frecce-e-il-tricolore.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/7810298269390432593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/7810298269390432593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/08/le-frecce-e-il-tricolore.html' title='Le Frecce e il Tricolore'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TFgkTFgP_XI/AAAAAAAAAAk/dADdtb7GnTE/s72-c/0168-luglio2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-8034370112643580876</id><published>2010-07-13T14:54:00.000-07:00</published><updated>2010-07-13T15:27:09.457-07:00</updated><title type='text'>Ombra della Sera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TDznEuHxSEI/AAAAAAAAAAc/0-4oGTWRDjo/s1600/00827-volterra.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TDznEuHxSEI/AAAAAAAAAAc/0-4oGTWRDjo/s320/00827-volterra.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5493519713771276354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Naviga sulle onde di terra della Val di Cecina, aggrappata alle fragilie franose balze. Volterra è scolpita come un'icona dell'impermanenza. Forte e fragile, proprio come le umane storie. Si racconta con le mani di artisti e artigiani che riempiono il vuoto con forme di alabastro, pietra chiara, morbida e lucente. Volterra è un luogo antico che si dilata nel tempo. Lo spirito di questo luogo trova la sua sintesi nell'Ombra della Sera, scultura bronzea di circa 57 cm, capolavoro moderno realizzato circa 2300 anni fa da un artista etrusco cha ha dato sostanza all'ombra di una figura umana all'ora del tramonto. Fra 2300 anni sarà ancora un'opera rivoluzionaria nella sua semplicità, nel suo silenzio che si allunga tra l'alba e il crepuscolo di un giorno senza fine.&lt;br /&gt;Il lavoro su Volterra sarà pubblicato nel mese di settembre su Itinerari e Luoghi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-8034370112643580876?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/8034370112643580876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/07/ombra-della-sera.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/8034370112643580876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/8034370112643580876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/07/ombra-della-sera.html' title='Ombra della Sera'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/TDznEuHxSEI/AAAAAAAAAAc/0-4oGTWRDjo/s72-c/00827-volterra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-148707235776820263</id><published>2010-07-12T07:56:00.000-07:00</published><updated>2010-07-12T16:17:07.066-07:00</updated><title type='text'>News in pillole</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;"Che calore...che calore comm' coce 'o sole cantava Pino Daniele" e di questi tempi FA CALDO, notizia fondamentale che merita l'apertura di tutti i TG Nazionali. Tutto regolare fino all'autunno quando ci "informeranno" che PIOVERA' MOLTO. A dicembre invece FARA' FREDDO. Ecco anticipate le principali notizie per i prossimi mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al mio lavoro gli ultimi shooting fotografici per relativi articoli sono avvenuti tra Volterra, Città di Castello e la Stiria (Austria). Luoghi di grande interesse e soprattutto incontri con persone capaci di raccontare il territorio al di là degli stereotipi. I lavori verranno pubblicati su Itinerari e Luoghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Merita segalazione il nuovo sito web di Vittorio Sciosia (www.vittoriosciosia.com), very close friend of mine, amazing images builder. Lui è napoletano come me e come me ora vive in Toscana, a Livorno. In questo momento sta lavorando a Ischia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine una nota confortante. Dopo aver pubblicato su questo blog il Domenico Finiguerra Pensiero ho avuto la fortuna di incontrarlo, il 10 luglio, a Donoratico in occasione di un incontro pubblico organizzato dalla Sinistra per Castagneto. Il sindaco di Cassinetta di Lugagnano era in compagnia di Alessio Ciacci, assessore all'Ambiente del comune di Capannori. Che meraviglia ascoltare due politici giovani che non parlano il politichese, che amano il confronto, che rispondono alle domande, che ascoltano le osservazioni, che non hanno la verità in tasca, che sono sinceri, che non si muovono con auto di rappresentanza, che prima di prendere decisioni o attuare programmi incontrano spontaneamente (non obbligati da democrazie partecipate di convenienza) i loro cittadini verso i quali si muovono con la consapevolezza di lavorare al servizio della collettività, non per altro. Domenico ha usato poche parole per spiegare i punti su cui si basa l'amministrazione del suo territorio. Alessio in estrema sintesi ha raccontato come avviene la raccolta differenziata a Capannori.&lt;br /&gt;Ecco alcune riflessioni a caldo:&lt;br /&gt;- Nessuna parola di circostanza, essenzialità, contenuti. Ma soprattutto sobrietà, intelligenza al servizio della gente, semplicità nella comunicazione. In buona sostanza per me che ero ad ascoltare ossigeno, spazio mentale, una ventata fresca nella putrida palude che caratterizza la nostra quotidianità politica.&lt;br /&gt;- Nessun amministratore del mio Comune presente. Non mi sarei aspettato il mio sindaco o i miei assessori al tavolo dei relatori in quanto non formalmente invitati dagli organizzatori ma seduti tra il pubblico, giusto per "ascoltare" ed eventualmente fare domande. Magari interessati a qualcosa di virtuoso che viene fatto altrove che si potrebbe fare tranquillamente anche qui ma che evidentemente si ignora. Ignorare significa essere ignoranti che, a differenza di quanto si pensi non è una brutta parola. Il problema non è essere ignoranti ma decidere di rimanere tali, anche perchè quando accade questo e si parla di qualcosa che riguarda la collettività è molto probabile che si diventi arroganti. In buona sostanza è ignorante chi rimane seduto senza salire sui treni-opportunità che gli passano davanti. Domenico Finiguerra e Alessio Ciacci, o meglio, le loro esperienze, sono treni preziosi ignorati dai miei amministratori. Mi auguro che Chiara, Fulvia, Paolo e la Sinistra per Castagneto continuino a mantenere attiva la linea ferroviaria e creare belle opportunità di conoscenza per le persone che vivono su questo territorio.&lt;br /&gt;- Ho apprezzato Domenico Finiguerra per una provocazione, che poi tanto provocazione non è, rivolta alla Sinistra per Castagneto. Perché chiamarsi ancora sinistra, perché identificarsi ancora nella falce e il martello (aggiungo io)? Perché vestirsi con abiti, marchi e simboli che ti ghettizzano e soffocano le tue potenzialità. Cosa costerebbe coltivare i valori fondanti della Sinistra utilizzando una comunicazione senza incastrarsi in nomi e simboli che soddisfano solo un'esigenza di appartenenza ignorando la propria missione? Domenico l'ha detto chiaramente e semplicemente: "Se mi fossi presentato col simbolo della Sinistra per Cassinetta non sarei qui a parlare con voi". Questo dovrebbe far riflettere. E occhio, riflettere non significa chiudersi sulla rocca degli irriducibili cercando dialogo solo con chi è disposto a venirti incontro. Riflettere in questo caso significa intendersi onestamente sulla priorità di certe cose. E' molto tempo che, quando ne ho la possibilità, lancio idee agli amici della Sinistra per Castagneto sull'opportunità di abbandonare battaglie ideologiche per spingere sull'elaborazione, la comunicazione e la proposizione dei contenuti. Forse è arrivato il momento di staccarsi serenamente dalla forza comunicativa dei simboli e dei marchi e lavorare di più sulle persone e sulla capacità di relazione. Se no tutto rimane molto autoreferenziale e, soprattutto, si pecca di presunzione. E soprattutto si rimane a fare filosofia nel proprio circolo, perdendo sempre e comunque, criticando il resto del mondo e piangendo sul degrado culturale e umano in cui viviamo. Vincere la competizione elettorale è una responsabilità verso i propri elettori.&lt;br /&gt;Uso una metafora per spiegarmi meglio. Per anni, e ahimé tuttora, faccio estrema fatica a presentarmi in giacca e cravatta. Da ragazzo ne avevo fatto una questione di principio, ora, più semplicemente non provo simpatia per l'oggetto cravatta. Se è vero - come è vero - che non è l'abito a fare il monaco perché insistere a vestirsi di Sinistra, rossi, con falce e martello (oppure senza cravatta) anziché coltivare i nostri valori e usare l'intelligenza, come ha fatto Domenico Finiguerra, per abbattere barriere e muri altrimenti insormontabili?&lt;br /&gt;Apertura, intelligenza, voglia di crescere significano essere disposti a cambiare, essere disposti al confronto, anche mettendosi realmente in discussione.&lt;br /&gt;Ancora grazie a Domenico e Alessio per i loro contributi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-148707235776820263?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/148707235776820263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/07/news-in-pillole.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/148707235776820263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/148707235776820263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/07/news-in-pillole.html' title='News in pillole'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-4090943359590662705</id><published>2010-04-17T06:57:00.000-07:00</published><updated>2010-04-17T07:09:38.776-07:00</updated><title type='text'>Esiste un'altra Italia</title><content type='html'>Domenico Finiguerra è uno dei pochi sindaci del nostro Paese che riesce ad amministrare il proprio territorio lontano dall'aridità che caratterizza la classe politica che ci "rappresenta" tenendosi molto, molto lontano dalle logiche di partito e di appartenenza. Affronta le tematiche comuni lavorando sui contenuti senza pensare a gestire il "consenso". "Esiste un'altra Italia" è una sua riflessione su cui vale la pena soffermarsi. Buona lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Con questa lettera mi rivolgo ai 1800 cittadini di Cassinetta di Lugagnano, ai frequentatori del mio sito internet, ai miei contatti sui social network, ai 30 mila aderenti alla Campagna Stop al Consumo di Territorio, ai 420 mila sostenitori dell’Acqua Pubblica, alle migliaia di persone che ho incontrato in incontri pubblici, conferenze e dibattiti, ai miei colleghi, amministratori o politici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Negli ultimi 8 anni sono state molte le occasioni per scrivere, commentare, riflettere a voce alta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ho condiviso con dei fantastici compagni di viaggio, il gruppo “Per Cassinetta”, protagonisti dell’esperienza di rinnovamento del nostro comune, l’orgoglio e l’onore di guidare Cassinetta di Lugagnano, la sua comunità e il suo territorio, nella difesa dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni, per la terra e per l’acqua.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ho condiviso la speranza e la volontà di contribuire alla costruzione di un futuro migliore e diverso per i nostri figli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Insieme alla mia giunta ho sempre manifestato pensieri e idee con la massima sincerità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Oggi, non posso non fare altrettanto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Spesso i politici dicono e fanno cose con lo scopo di accattivarsi la simpatia dei cittadini elettori. Prestando molta attenzione a non urtare le sensibilità e le suscettibilità. Evitando scomodi argomenti che potrebbero far perdere qualche voto al loro partito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Sono stato eletto nel 2002 e riconfermato nel 2007 alla guida di una lista civica. Senza nessun legame con i partiti. Ma la mia storia personale e le mie idee mi collocano nella parte del campo che si contrappone (o sarebbe meglio dire dovrebbe farlo), all’attuale maggioranza di Governo guidata da Silvio Berlusconi e da Umberto Bossi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Per l’affetto o per il rispetto che devo a tutti i cittadini di Cassineta e a tutti coloro che mi seguono in rete o che mi hanno ascoltato in qualche sala pubblica, cinema o teatro, è per me indispensabile manifestare apertamente il mio pensiero rispetto alla deriva culturale e all’impoverimento civile che sta interessando l’Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Negli ultimi anni, lentamente, giorno dopo giorno, si è diffuso un amaro rancore preventivo nei confronti di chi è straniero, di chi professa altre religioni rispetto a quella cattolica, di chi è diventato nostro vicino di casa. “Andate via, a calci nel c…!”, “L’Italia agli Italiani!”,“Giù la mani dalle nostre donne, dal nostro lavoro, dal nostro crocifisso!”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Quante volte abbiamo udito queste frasi? Alla televisione, alla radio o in comizi elettorali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ma nelle ultime settimane l’accelerazione di questo processo e l’affermazione di prassi e comportamenti indegni di un paese che vuole definirsi civile, ha assunto un carattere davvero insopportabile. Ha cominciato a coinvolgere in maniera diretta i bambini. E cosa ancor più grave, per me, ha visto sindaci e assessori agitare spettri e propaganda per far venire ai cittadini la bava del livore alla bocca, sperando di interpretare questi istinti primordiali e alimentare così il proprio consenso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Un comune in Provincia di Verona ha lasciato a piedi i bambini (figli di stranieri) non in regola con il pagamento dello scuolabus. Così, se le porte del pulmino giallo si aprivano per taluni, per altri si chiudevano. “Tu sali! Tu resti giù!”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;In un altro comune in Provincia di Brescia alcuni bambini (sempre figli di stranieri) non in regola con il pagamento della refezione sono stati lasciati a digiuno. Proprio così. Mentre i loro compagni venivano serviti con pastasciutta, bistecca e insalata, questi piccoli esseri umani si sono trovati davanti un semplice pezzo di pane e dell’acqua. Quando un imprenditore, volendo separare le sue responsabilità da quelle del suo sindaco, ha voluto saldare il debito per conto delle famiglie morose, gli sono giunti messaggi indispettiti, raccolte di firme contro la sua donazione. Perché? Perché si era azzardato a guastare il clima di ritorsione collettiva e vendicativa… a sporcarlo con un gesto di buona volontà?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Una vergogna. Una vera e propria vergogna. Ho provato ad immaginare mio figlio, seduto ad un banchetto. L’ho immaginato guardare il suo compagno mangiare ed abbassare lo sguardo, umiliato, senza sapere perché. Ho provato ad immaginarlo con lo zainetto in spalla tornare mestamente e a piedi verso casa. Il capo chino e l’etichetta di diverso sulla giacchettina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Cari cittadini e cari amici,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;di fronte a questi episodi, cartine di tornasole di cosa è diventato il nostro paese, non posso tacere. Non posso non gridare il mio disprezzo umano e politico per chi nell’intento di ottenere voti e approvazione, non riuscendo a far pagare genitori morosi, si inorgoglisce nel prenderne a calci i figli. Si inorgoglisce. Invece di mettere in campo un’azione doverosa di recupero e verifica dell’evasione, cavalca tale occasione per raccogliere i frutti dall’albero dell’insofferenza diffusa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Io sento il dovere morale di dire e fare la mia parte. Innanzitutto non voltandomi, per opportunismo, dall’altra parte, diventando così complice. Corresponsabile morale di una classe politica di aspiranti gerarchi che cercano visibilità in un regime culturale fondato sulla ripugnanza, sull’egoismo e sulle povertà ideali e materiali. Sospinti da cittadini che hanno smarrito, sono stati spogliati o si sono liberati dei sentimenti di fraternità e pietà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Sul mio sito si parla molto di temi ambientali. Ma di fronte ai respingimenti in alto mare di donne e bambini in fuga dalla fame e dalla guerra, di fronte ai cadaveri di stranieri ammassati nel deserto libico perché non idonei ad avere un pezzo di carta, di fronte alle scene di razzismo e deportazione cui abbiamo assistito alcuni mesi fa a Rosarno, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di nucleare o risparmio energetico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Di fronte alle rivoltanti e spregevoli parole di politici che incitano alla caccia al diverso, sia esso musulmano, nero o omosessuale, di fronte a questa deriva barbarica, che sta gettando le basi, e forse ha già costruito, una società della violenza, dell’invidia e dell’iperindividualismo, di fronte agli sguardi di giustificazione (se non addirittura di approvazione) delle parole cariche di retorica razzista, di fronte ai fatti prodotti da un clima che ricorda quello preparatorio dei tempi bui del nazi-fascismo, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di inceneritori o autostrade.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Di fronte al degrado civile e morale del mio paese, l’Italia, che sta mostrando in questi giorni il suo lato peggiore, mi sento in dovere di manifestarvi tutto il mio disagio e la mia indignazione. Affinché tutti voi sappiate da che parte sto. Anche se, e ne sono consapevole, ciò comporterà da parte di alcuni di voi, ma spero di pochi, l’abbandono di sentimenti di simpatia nei miei confronti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ma ciò che io vi chiedo non è la simpatia. Osservando insieme a voi gli occhi di un bambino che implora pietà su un gommone o quelli di un uomo abbassato su una pianta di pomodori, ciò che io vi chiedo è la comprensione e la solidarietà, per loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Da pochi giorni è passata la Pasqua. La gran maggioranza di voi ha festeggiato la Resurrezione di Gesù. Lo stesso Gesù che se fosse nato oggi, in Italia, magari in una catapecchia della periferia milanese, non sarebbe stato salutato con riunioni di gioia e cori di giubilo, bensì con presidi di protesta e cori razzisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Se siete credenti e cristiani e vi recate in chiesa tutte le domeniche, udirete parole che invitano all’amore. Ascoltatele.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Non prestate orecchio a chi, ostentando un fazzoletto verde nel taschino o una spilletta con uno spadone puntato in alto, a pochi metri del sagrato della chiesa, vi indica come unica strada da percorrere quella della paura, dell’odio e dell’intolleranza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Pensate invece ai vostri figli e alle prossime generazioni. Cercate di non trasmettere sensazioni di lontananza rispetto a chi ha il colore della pelle diversa, a chi prega un dio diverso, a chi viene da un paese diverso. Perché non sarà né bello né piacevole per i vostri figli, vivere in un paese dove ci si guarda con diffidenza o indifferenza. Dove il pregiudizio annega ogni stimolo alla reciproca conoscenza. Dove il benessere individuale viene prima di ogni regola di giustizia sociale e collettiva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Forse non ho nessun diritto di dirvi tutto questo, e mi scuso se ciò è vissuto da parte vostra come una sorta di predica. Ma io sono un sindaco e, seppur piccolo, sono un rappresentante delle istituzioni ed è bene che i cittadini che rappresento e quelli che si soffermano ad ascoltare ciò che dico e propongo in rete, sappiano quali sono i sentimenti che si agitano nel mio cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Io sto dalla parte delle sorelle e dei fratelli stranieri. Quelli che arrivano disperati in cerca di speranza. Quelli che muoiono di stenti implorando accettazione. Quelli che sono sfruttati senza ritegno da delinquenti e criminali. Quelli che tutti i giorni accompagnano i nostri figli a scuola, quelli che curano i nostri anziani e che cureranno noi tra qualche anno, quelli che lavano i nostri gabinetti, quelli che si sporcano le mani di grasso per noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Io sto dalla parte dei bambini che non hanno colpa o peccato e che, pur avendo un genitore che non vuole o magari semplicemente non può pagare la mensa scolastica, hanno comunque diritto, come tutti i bambini del mondo, alla serenità e a vedersi riconosciuti pari dignità e diritti dei loro compagni di banco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Io sto da questa parte e sarebbe bene che tutti, i piccoli e i grandi sindaci, gli assessori o i consiglieri comunali, le liste civiche, quelle democratiche, quelle progressiste, di centrosinistra o semplicemente di ispirazione civile o addirittura quelle di centrodestra che non condividono questa deriva di ostentata disumanità, così come i militanti, gli uomini di cultura, i blogger, i pastori, i cantanti, i contadini, i lavoratori, gli imprenditori,i cittadini, insomma tutti quelli che stanno da questa parte, liberassero i loro pensieri e li proponessero con fierezza, a dimostrare che esiste anche un’altra Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;domenico finiguerra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Milano, Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi è Domenico Finiguerra? &lt;a href="http://www.domenicofiniguerra.it"&gt;www.domenicofiniguerra.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stopalconsumoditerritorio.it/"&gt;Terra, bene comune da preservare&lt;/a&gt;, piccolo libro in cui vengono affrontati con semplicità e chiarezza i temi del consumo  di territorio e le diverse scelte operate dal Comune di Cassinetta di  Lugagnano per la definizione di un Piano Regolatore/Territoriale a  "crescita zero".﻿&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-4090943359590662705?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/4090943359590662705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/04/esiste-unaltra-italia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/4090943359590662705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/4090943359590662705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/04/esiste-unaltra-italia.html' title='Esiste un&apos;altra Italia'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-5652708497231565722</id><published>2010-04-07T03:16:00.000-07:00</published><updated>2010-04-08T02:46:43.814-07:00</updated><title type='text'>La provocazione di Massimo Fini</title><content type='html'>Preso come un punto di vista, senza soffermarsi se è giusto o sbagliato, perché un punto di vista, in quanto tale, non è una verità o una certezza, offre comunque validi spunti di riflessione. Mi piacerebbe leggere un articolo scritto da chi vede le cose in un modo totalmente opposto. Fossi stato direttore del giornale che l'ha pubblicato, avrei lasciato l'altra metà della pagina a chi la pensa in maniera completamente diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;27 marzo 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le donne sono una razza nemica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non saranno la maggioranza ma non si può negare che ce ne sono di donne così. Quanto a Massimo Fini auguriamogli una siepe ben nascosta, una migliore relazione con una razza (?!?) che non è nemica ma complementare, maggior fortuna con l'altro sesso....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque per una documentazione completa sull'argomento:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Fd0uYqRE5vU"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=Fd0uYqRE5vU&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-5652708497231565722?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/5652708497231565722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/04/la-provocazione-di-massimo-fini.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/5652708497231565722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/5652708497231565722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/04/la-provocazione-di-massimo-fini.html' title='La provocazione di Massimo Fini'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-8644793105916954711</id><published>2010-04-01T06:44:00.000-07:00</published><updated>2010-04-01T09:52:14.169-07:00</updated><title type='text'>Montepulciano su Itinerari e luoghi di aprile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/S7So6TfkTwI/AAAAAAAAAAM/XvvOQTa4Sws/s1600/cover_iti200rid.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 117px; height: 179px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/S7So6TfkTwI/AAAAAAAAAAM/XvvOQTa4Sws/s320/cover_iti200rid.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455170768271068930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' in edicola il numero 200 di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Itinerari e luoghi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Non nascondo la soddisfazione di aver "vestito" la duecentesima copertina con la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Piazza Grande di Montepulciano&lt;/span&gt;, uno dei lavori più interessanti che mi è capitato di fare lo scorso mese di maggio. Tanti consigli utili e un viaggio nel cuore di una piccola, straordinaria città dove non solo il vino è nobile. Nobili infatti sono le mani di artigiani che costituiscono la vera anima viva e vitale della città.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Alessandro Pacini&lt;/span&gt;, orafo, anzi archeologo dei gioielli, mi ha aperto le porte di questo luogo e così ho potuto scoprire altri maghi, più artisti che artigiani: Raul Massai, Ambrogio Zamparo, Cesare Mazzetti, Simona Delli Iaconi, Gianfranco Rocchi, Antonio Batignani, Bruno Chechi. Grazie Alessandro, grazie di cuore per avermi offerto le chiavi dell'"altra" città, quella meno visibile e più silenziosa, ma molto preziosa.&lt;br /&gt;L'articolo è una ricca fonte di informazioni e consigli per chi volesse scoprire Montepulciano e le sue straordinarie cantine. Due scoperte importanti ve le dico subito: se non avete fretta, stravedete per l'olio extravergine, vi piace mangiar bene, anzi meglio andate da Laura e Manuel: sono loro gli artefici di&lt;span style="font-style: italic;"&gt; A Gambe di Gatto&lt;/span&gt; (tel. 0578.757431), piccola osteria impregnata di profumi e passione per la buona cucina. E poi giù a Sant'Albino dove nasce la birra più nobile che conosco. Sto parlando dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Olmaia&lt;/span&gt; (www.birrificioolmaia.com) di Moreno e Cisco, roba da fare invidia ai mastri birrai belgi. Vedere per credere, assaggiare per conoscere. Poi raccontatemi quanti gradi di nobiltà merita questa birra...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-8644793105916954711?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/8644793105916954711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/04/montepulciano-su-itinerari-e-luoghi-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/8644793105916954711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/8644793105916954711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/04/montepulciano-su-itinerari-e-luoghi-di.html' title='Montepulciano su Itinerari e luoghi di aprile'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4kUkShoxZoY/S7So6TfkTwI/AAAAAAAAAAM/XvvOQTa4Sws/s72-c/cover_iti200rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-5181778564327933581</id><published>2010-03-18T02:03:00.000-07:00</published><updated>2010-03-19T13:23:19.738-07:00</updated><title type='text'>web-bufale e disinformazione</title><content type='html'>&lt;div class="note_header"&gt;&lt;div class="note_title_share clearfix"&gt;&lt;div class="note_title"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;In tanti nei giorni scorsi abbiamo ricevuto un testo "di Elsa  Morante" che... potrebbe sembrare scritto ai giorni nostri e riferito,  anziché a Mussolini... a qualcun altro (lo trovate in fondo a questa  nota).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In alcuni casi veniva precisato, infatti, che "Lo scritto, del 1° maggio  1945, intitolato Il Capo del Governo è in Pagine autobiografiche  postume, pubblicate in “Paragone Letteratura”, n. 456, febbraio 1988".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;così, facendo un po' di riocerca sul web, Alessandra Callegari, giornalista, ha trovato la nota di georgiamada, che viene riportata da questo sito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://georgiamada.splinder.com/post/22249588" target="_blank" rel="nofollow" onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this),"&gt;&lt;span&gt;http://georgiamada.splinde&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;r.com/post/22249588&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni circola in rete un pezzo a firma Elsa Morante che in  realtà è una grossolana manipolazione con tagli arbitrari e non  segnalati, collage di pezzi dislocati a proprio piacimento e, cosa ancor  più grave, cambiamento di interi brani. Nella bufala-pastiche ci sono  cascati quasi tutti, primo fra tutti Atti impuri, poi Il primo amore  (Teo Lorini) e Giulio Mozzi, un sacco di altri blog e liste e, cosa  ancor più grave, Luigi De Magistris che come parlamentare europeo  dovrebbe avere a cuore la grande letteratura italiana e come minimo  dovrebbe controllare prima di usare testi, trovati in rete, di firme  prestigiose. Sono rimasta veramente basita e per questo ho copiato il  testo originale per intero (georgia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Roma 1° maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai  partigiani del Nord Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei  particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono  con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere  ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo  della sua Repubblica di Sociale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su  quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini  si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e  libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e  la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero  non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti  ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e  dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti  (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso  Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia  era legata da patti (1935),la privazione dei diritti civili degli  Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a  quel giorno (1938).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura  favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo  capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude,  peggio che complice, si fa mandante di questi delitti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per  viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una  parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che  si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché  Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti  questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior  dei casi come dei fessi (parola  nazionale assai pregiata dagli  italiani).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti  erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è  cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo  si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale  sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Mussolini,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza  alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e  specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e  libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con  un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi  sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio  provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e  offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile  enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese  libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e  avrebbe fatto migliore figura, alla fine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più  completo esempio di Italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte  contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza  credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità  facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e  sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza,  alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto.  Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della  beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il  proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è  snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la  loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e  ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i  borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di  essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la  abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le  masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa,  Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur  ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e  grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti ,  anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far  effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo  ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli  importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe  forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe  stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce  essere un demagogo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e  incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti.  Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta  temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli  servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di  disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o  lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e  innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come  ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di  essere il personaggio che vuole rappresentare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Pagina di diario, pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7,  febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp.  L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano, Donzelli,  1998, pp. 29-31.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; Postato da: georgiamada&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo che gira in rete, invece, è questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;«Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di  delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la  condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.  Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una  parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per  interesse e tornaconto personale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività  criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al  giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e  il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie  sempre il tornaconto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile  effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un  popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di  modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i  suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon  senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è  diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo  esempio italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza  credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre  di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si  circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo  abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni  mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il  personaggio che vuole rappresentare.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire?&lt;br /&gt;Esempio lampante della disinformazione. Quando si trova qualcosa che  piace si fa propria. Oltre a Luigi De Magistris tanti uomini e donne che  rivestono ruoli istituzionali ne hanno fatto uso. Il problema appunto è  "usare" l'informazione, o presunta tale. Conoscere e sapere, verificare  le fonti di quello che uno dice o scrive è ormai un hobby e il &lt;span class="text_exposed_show"&gt;copia e incolla funziona bene proprio perché  non chiede di pensare. E' lo stesso fenomeno, un po' più sottile, della  famosa affermazione "la televisione ha detto" quindi "è".  Ma siccome i  "grandi" mezzi di comunicazione fanno informazione servendosi di  opinionisti e pensatori più o meno improbabili accadono queste cose.  Passi quando si parla di Mourinho o Del Piero, non passi quando viene  manipolata la letteratura.&lt;br /&gt;Il problema è che è profondamente scorretto ritoccare un testo virgolettato a proprio uso e consumo.  Ripulendo il testo originario da tutti i riferimenti storici legati alla persona di Mussolini si estrapola la parte generica che ben potrebbe adattarsi al personaggio di Berlusconi. Il fatto che il testo sia stato tagliato e modificato è evidentemente funzionale a renderlo "sorprendentemente" applicabile anche a Berlusconi, cosa non possibile col testo originario che fa precisi riferimenti storici alla vita di Mussolini.    &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-5181778564327933581?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/5181778564327933581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/03/web-bufale-e-disinformazione.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/5181778564327933581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/5181778564327933581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/03/web-bufale-e-disinformazione.html' title='web-bufale e disinformazione'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-835069818883123236</id><published>2010-03-07T13:38:00.000-08:00</published><updated>2010-03-07T13:47:11.085-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>ISLANDA</title><content type='html'>Venerdì 5 marzo a Marano sul Panaro (MO), in occasione della manifestazione Azione Natura, ho incontrato tante persone e ho raccontato dei miei viaggi in Islanda. Finiti i tempi delle proiezioni di diapositive ho raccontato l'Islanda in 22 minuti di immagini e musica grazie a un DVD su cui ho riversato le vecchie foto. E' stata una bella serata, una chiacchierata tra amici con qualche storia divertente. Incontrare facce nuove, facce di viaggiatori, fa sempre bene. Non ero mai stato a Marano sul Panaro ma mi sono sentito "a casa". Grazie Piercarlo, grazie Ada, grazie a tutti per l'accoglienza e la bella serata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-835069818883123236?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/835069818883123236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/03/islanda.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/835069818883123236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/835069818883123236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/03/islanda.html' title='ISLANDA'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-5838827951467400175</id><published>2010-02-22T01:06:00.000-08:00</published><updated>2010-02-22T03:42:02.846-08:00</updated><title type='text'>BIT, L'IMPORTANTE E' APPARIRE</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Benvenuti in BIT&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Viaggi, vacanze, uomini e donne, strette di mano, baci e abbracci, depliants, video, interviste, volantini, cataloghi, luci, danzatori e intagliatori irrimediabilmente persi nella grande confusione.  Gessati e abbronzati al padiglione 6, gambe, culi e tette per far conoscere l'essenza di paesi e mete di sogno, dalla Valle d'Aosta all'Antartide. Gente di spettacolo, soubrette, volti famosi e meno noti, tutti a promuovere le meraviglie dei territori e il prodotto tipico: banalità, banalità e poi ancora banalità. Marketing, brend, shorts breaks e altre amenità.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gastronomia tipica e fame nel mondo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Banchetti e degustazioni dove si scatena la bagarre: assessori, assistenti di assessori, scrivani e consiglieri dei dirigenti, consiglieri comunali, autisti, giornalisti, giornalai, addetti stampa, addetti alle pulizie, direttori, presidenti, free lance, portaborse e portanulla, sfaticati e affaticati, manager e donne in carriera, corrieri, dietologi, giornalisti-camerieri e giornalisti-professori, tutti affannosamente accalcati in attesa di una bruschetta o un tocco di parmigiano al buffet dell'Emilia Romagna o alla degustazione pugliese. Mani protese, volti sofferenti, sudore, sgomitate e insulti per magnà gratis, non importa cosa. Il quadro è lo stesso dei reportage in occasione delle grandi carestie. Alla BIT, tutti hanno fame, tutti vogliono mangiare. La crisi è la crisi e siccome "l'acqua è poca e 'a papera nun galleggia" si deve mangiare gratis! Questa è la BIT dove il viaggio si vende come una lavatrice. La fiera dell'apparenza.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Isole nella bufera e "naufraghi"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In questa bufera mediatica ci sono isole di tranquillità: Ediciclo e Itinerari sono quelle che conosco. Sono isole dove si appare poco. Sulla mia sedia a sdraio mi sono sistemato sulla spiaggia di Itinerari; oltre al gran spettacolo a tempo pieno dello stand Friuli Venezia Giulia ho visto e sentito i miei amici "naufraghi": Mesturini col trolley faceva il testimonial del turista emigrante, Simoncelli ha riproposto per il settimo anno consecutivo il completo di velluto delle grandi occasioni (matrimoni, battesimi, funerali e fiere); Campanile fresco e frizzante come il suo pile rosso; Alborno sottopeso per la febbre che lo affligge da un mese "non da quando avevo un mese, tiene a sottolineare" e sempre cordiale col sorriso bonario sempre più simile ai monaci del Gran San Bernardo; poi un Picciotto che ormai "appare" con la barba in bianco e nero da quasi saggio; Fumagalli, aspirante CT alla nazionale di basket; Comolli e Foschi in apparente costante partenza per le isole greche; infine Sua Altezza Marco Majrani, quattro quarti di nobiltà del fotogiornalismo di viaggi, che sostava statutario con sguardo "lontano" presso lo stand: Alberto Bevilacqua, noto giornalista televisivo, gli è passato sotto le gambe e neanche se n'è accorto. Antonio Negroni, pubblicitario di Cassinetta che ormai è il guru del new age marketing: silenzioso, educato e discreto e come tutti sanno, ordinatissimo. Il redivivo Francesco Rossetti reduce da una rovinosa caduta in bicicletta, claudicante con stampella, pronto a ritornare in sella. Tra gli amici di Itinerari si segnala la gradita presenza di Nick Costantini in giacca e camicia floreale, il tecnologico Sciosia, napoletano d'origine e livornese (boia de) d'adozione, Stefano Raso mago del webmarketing e acuto osservatore ("belle quelle due che girano in smoking senza pantaloni, peccato che non si capisce cosa promuovano") e Andrea Rossi, ciclista delle Terre di Siena che a suon di pedalate e bella presenza è diventato, zitto zitto, il più grande promotore delle strade senesi! A proposito di Siena, una delle notizie più belle della BIT l'ha annunciata Vittorio Anastasia, piccolo grande uomo, nonché piccolo grande editore (Ediciclo): la prossima edizione di Ciclomundi, il festival dei cicloviaggiatori, si terrà a Siena dal 24 al 26 settembre.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Bestseller di Simoncelli e Caracciolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tra mille pubblicazioni con spiagge, nevi, culi, pesci tropicali, tette e lberghi di lusso ha fatto scalpore il best seller "SMS" senza foto con i messaggi del più grande fantareporter degli ultimi 150 anni. Come tutti i libri di successo (tiratura 3 copie, distribuite 2, vendute 0) ha fatto discutere scatenando risate, polemiche, riflessioni, offese e arrabbiature. Curatore e autore del testo si vedono costretti a ritirarlo dal mercato ma sono contenti di aver condiviso momenti di autentica ironia con il Lapo Elkann di via Tadino. Sembra che Sandro Meyer piacevolmente sorpreso dalla fantasia e dalla concretezza espressiva di Simoncelli abbia pronto un contratto milionario per il fantareporter di Forlì. Grande attesa dunque per il primo reportage su Sanremo con interviste ad Antonella Clerici, Pupo e il Principe Emanuele Filiberto del Trio Monnezza. Grandi assenti alla manifestazione milanese il Gandhi del Piave e Mimmo Cecere, uno dei maggiori ispiratori del best seller SMS.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Consuntivo e brindisi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come sempre sussurri e grida hanno accompagnato il grande evento milanese. Il tempo passa: 22 anni fa la mia prima BIT; un tempo si dormiva con Campanile e Simoncelli in redazione: materassi, brandine e sacchi a pelo. Questa volta, come i giornalisti importanti, abbiamo dormito in albergo, ma lo spirito è sempre quello di un tempo. In quasi un decennio, Itinerari e luoghi, è stata una scuola di giornalismo "sul campo" un po' diversa dal giornalismo urlato e luccicante che incendia la BIT.&lt;br /&gt;Un brindisi, alla salute di tutti noi. Bollicine, semplicità e ironia, anche e soprattutto per chi non ce l'ha. Un brindisi, in alto, nel nome di Sant'Efisio, protettore dei parolai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-5838827951467400175?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/5838827951467400175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/02/bit-limportante-e-apparire.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/5838827951467400175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/5838827951467400175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/02/bit-limportante-e-apparire.html' title='BIT, L&apos;IMPORTANTE E&apos; APPARIRE'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4289363680939260076.post-7157557182391200485</id><published>2010-02-12T13:51:00.000-08:00</published><updated>2010-02-12T13:58:41.598-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>"Biciclette" al Gatto Nero</title><content type='html'>Here we are!&lt;br /&gt;Pronti via!&lt;br /&gt;Domani 13 febbraio si inaugura la mia mostra fotografica "Biciclette" al Gatto Nero di San Vincenzo, il bar di Luca e Alessio. E' molto più che un bar. Si mangia, si beve e qualche volta si balla! Cappuccino leggendario. Domani oltre alle foto ci sarà una degustazione di vini con stuzzichini. E, ancora domani, con circa 10 anni di ritardo, arriva on line il mio web site. Ci vediamo alle sette.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4289363680939260076-7157557182391200485?l=enricocaracciolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/feeds/7157557182391200485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/02/biciclette-al-gatto-nero.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/7157557182391200485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4289363680939260076/posts/default/7157557182391200485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricocaracciolo.blogspot.com/2010/02/biciclette-al-gatto-nero.html' title='&quot;Biciclette&quot; al Gatto Nero'/><author><name>Enrico Caracciolo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05157487611876597861</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
